Sacchi: "Il calciatore più forte in assoluto, non scendevo a compromessi"

Arrigo Sacchi ha raccontato le partite storiche tra Milan e Real Madrid che hanno segnato un'epoca in Champions League con lui in panchina.
Arrigo Sacchi, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha ripercorso le storiche sfide tra Real Madrid e Milan in Champions League, rivelando alcuni aneddoti storici che lo legano alla squadra rossonera, che lo ha lanciato nell'elite del calcio mondiale.
Sacchi evidenzia: “Nel 1998 alleno a Madrid (sponda Atletico) ed è allora che Emilio Butragueno, ancora oggi dirigente del Real, mi confessa che nel match del 1989 eravamo stati spiati, studiati. Avevano relazioni in cui la nostra velocità era definita incredibile, il nostro ritmo asfissiante. Fu la prima volta che una squadra italiana andò al Santiago Bernabeu a comandare. Noi andammo a giocarcela da protagonisti".
Poi aggiunge: "Se avevano palla loro li attaccavamo per portargliela via, non indietreggiavamo mai. La verità è che avevo una squadra di persone affidabili, una squadra adulta”.
Sul trattamento ricevuto da Rafa Leao ha ricordato: "Dico solo che anche io trattavo tutti i miei giocatori allo stesso modo. Certo, Van Basten era il più forte in assoluto, ma non scendevo mai a compromessi. Tra un giocatore bravo e uno affidabile, scelgo il secondo. Spero solo che Fonseca conoscesse già i giocatori scelti in estate, non solo tecnicamente ma anche mentalmente. Se non c’è totale sintonia non potrai mai avere una squadra di valore”.








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